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Alla Conquista del Natural Look

18/09/2011



Il dott. Sandro Canossa chirurgo estetico modenese, noto per l’impegno profuso in missioni umanitarie in campo plastico ricostruttivo ci parla delle tecniche più “dolci” e meno invasive nel campo della chirurgia estetica

Ne l l’ambito di una richiesta sempre maggiore, l’evoluzione dell’estetica ha compreso molteplici aspetti: tecnici, metodologici e di approccio tra l’ operatore e il paziente. Inoltre oggi esiste la possibilità di disporre di materiali e metodi sempre più avanzati e differenziati in grado di rispondere al meglio alle esigenze del chirurgo, per poter offrire al paziente maggiori soluzioni alle diverse richieste.
Ne abbiamo parlato con il dott. Sandro Canossa

Come pensa sia evoluta la chirurgia estetica negli ultimi anni ?
«Ritengo che il cambiamento sia evidente in merito a tutti i tipi di interventi estetici e in modo particolare per quanto riguarda il volto che rimane la parte più esposta; anche perchè l’esigenza dei pazienti è volta ad un recupero sempre più rapido con il minor traumatismo possibile, in modo da poter riprendere immediatamente la normale vita di relazione. L’evoluzione non si ferma solo all’aspetto tecnico, ma coinvolge anche un nuovo approccio da parte del paziente e da parte del chirurgo: i primi sono molto più informati rispetto a un tempo e giustamente richiedono sempre maggiori spiegazioni e garanzie in merito a ciò che viene proposto loro.
Per i chirurghi invece è cambiata la visione del paziente che non viene più considerato per comparti, ma nella sua visione globale, ove il raggiungimento del risultato non deve prescindere da tutti quegli aspetti che non sono evidenti, ma che sono determinanti per il benessere psicofisico ».

Quindi si instaura un rapporto diverso con il paziente?
« Nasce l’esigenza di andare oltre la visita classica, e di prova re a sconfinare anche nella sfera interiore del paziente, cercando di stabilire un legame un po’ più profondo, al fine di conoscere meglio le motivazioni che lo spingono verso questa disciplina. Al di là degli aspetti più gravi della chirurgia oncologica e plastica ricostruttiva io definisco “la chirurgia estetica la chirurgia della mente e non del corpo”, nel senso che deve essere volta all’obiettivo del raggiungimento di uno stato di equilibrio psicofisico che passa attraverso l’accettazione della propria persona, per potersi rapportare al meglio verso tutti gli altri».

Cosa consiglia ai suoi pazienti a proposito?
« Cerco sempre di proporre una consulenza psicologica con uno specialista prima dell’intervento, purtroppo con scarsi risultati… ritengo che la maggioranza dei pazienti non sia ancora pronta per questo tipo di approccio, che viceversa viene utilizzato abitualmente in altri paesi».

Visto che andiamo verso la stagione fredda, qual è l’ approccio più corretto per chi vuole migliorare l’aspetto del proprio volto?
« In primo luogo è molto importante ascoltare attentamente il desiderio del paziente cercando di focalizzare nel dettaglio le sue richieste, valutare le motivazioni, inquadrare le peculiarità del volto e osservare se esiste realmente il difetto. In seconda battuta si cercherà di risolve re la pro b l ematica proponendo la procedura ottimale, spiegando nei dettagli di cosa si tratta, tenendo presente che in linea generale un volto può essere stirato, riempito o levigato. E’ evidente che saranno le caratteristiche stesse del volto a guidare gli eventuali consigli, compatibilmente nel rispetto dei desideri. L’obiettivo che normalmente mi pongo è di rispettare al massimo l’anima del volto. E’ molto triste vedere volti in serie, con nasi appuntiti e troppo sellati, labbra a canotto e zigomi improbabili, volti amimici che mostrano solo un vano tentativo di rifarsi ad uno stereotipo di bellezza completamente artificiale » .

Come cerca di rispettare l’anima del volto?
«La vera difficoltà sta nel ricercare gli elementi caratterizzanti di un volto, valorizzarli per rendere ogni paziente unico. In una parola l’ obiettivo è la ricerca del “ NATURAL LOOK”, ciò che non stravolge, ma che ridona il turgore e la freschezza perduta » .

Quali sono le tecniche da lei più utilizzate per raggiungere il “NATURAL LOOK” del volto?
«Esistono tecniche sia mediche, sia chirurgiche che riescono a migliorare la e il tono cutaneo e altre mirate al riposizionamento o alla modifica di regioni intere del volto, che prevedono tra l’altro anche l’eliminazione dell’eventuale cute in eccesso».

Ci faccia un esempio di un paziente che desidera rinfrescare tutto il volto.
« Partirei con una valutazione generale identificando le priorità, anche se sarebbe più idoneo eliminare l’eventuale cute in eccesso in particolare nelle palpebre sia superiori sia inferiori attraverso la metodica classica (superiormente) e la tecnica di R. Adamson (inferiormente).
Quest’ultima riesce a determinare una vera distensione di tutta la regione inferiore dell’occhio, contrariamente a quella classica ove si elimina solo una piccolissima porzione di cute responsabile delle grinze longitudinali al di sotto della rima palpebrale, che immancabilmente residuano.
Contemporaneamente si valuterà anche la possibilità di un lifting del volto parziale o totale attraverso le varie metodiche oggi a disposizione, dal lifting di sospensione mediante fili con micro incisioni nei capelli, a lifting conplicazioni muscolari ed eliminazione della cute in eccesso nei vari distretti del volto, fino alla tecnica combinata che darà il massimo delle garanzie di tenuta nel tempo » .

E in seguito?
« Successivamente si valuteranno i volumi identificando le regioni che per vari motivi tendono a ridursi: al riguardo il lipofilling (riempimento mediante grasso autologo) ritengo sia la metodica elettiva per ridare turgore in modo completamente naturale a tutte le parti del volto ed in particolare nelle occhiaie.
In caso di impossibilità si useranno vari tipi di filler a seconda delle zone (Ac .Jaluronico, etc.) A concludere si procederà alla levigatura che si otterrà attraverso vari procedimenti a seconda del tipo di pelle e degli eventuali problemi ad essa connessi».

Quali metodi utilizza?
« Sono tantissime le procedure che si possono utilizzare, dall’uso di acidi più o meno aggressivi con vari poteri schiarenti a vari tipi di laser ablativi e non, biostimolanti e in grado di eliminare varie pigmentazioni e tutte le lesioni va s c olari
come la couperose e il red nose. Una volta terminato, consiglierei l’utilizzo della tossina botulinica nelle regioni perioculari e nella fronte volta a “spianare” i segni determinati dai movimenti involontari di queste regioni, e la biorivitalizzazzione del volto e del collo mediante utilizzo di plasma autologo ricco di piastrine, volto a stimolare la produzione di collagene reticolare o “giovanile” e di conseguenza a ridare spessore e compattezza alla pelle».

E per quanto riguarda il naso e bocca?
« Gl i organi in questione meritano un’attenzione particolare in quanto bilanciano e caratterizzano in modo drastico l’intero volto. Ritengo fondamentale eliminare solo i difetti del naso senza modificare eccessivamente l’impatto frontale, che potrebbe indurre un cambiamento troppo traumatico al paziente. Per la bocca è fondamentale mantenere il movimento, quindi la mimica, ciò necessita di un’attenzione particolare che non dipende da QUANTO materiale viene utilizzato, ma da DOVE viene iniettato, solo così non ci si accorgerà della mano del chirurgo che per raggiungere l’ eccellenza non dovrà mai essere riconoscibile».

Quindi quali sono le caratteristiche necessarie per essere un ottimo chirurgo?
« Il miglior chirurgo è colui che approccia il paziente con spirito critico, ha una cura maniacale nell’acquisizione delle caratteristiche del volto, riduce al minimo il periodo di astensione dalle attività di relazione e soprattutto segue il GUSTO ESTETICO, di fondamentale importanza, almeno quanto una buona capacità tecnica. Il gusto estetico, purtroppo, non si impara sui libri o in sala operatoria, ma si possiede o se ne è sprovvisti. Ritengo che in questa professione ne serva tanto; per distinguere un buon lavoro da un capolavoro non è sufficiente essere ben preparati, ma è necessario essere anche un po’… artisti! » .



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